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Facciamo attenzione all'ambiente, anche il Laudato Si' di Francesco ci guida verso il verde

L'attenzione ai problemi dell'ambiente sollevata in questo ultimo periodo, soprattutto grazie al Global Strike for Future e all'attivismo della giovane svedese Greta Thunberg, è condivisa e promossa anche da Papa Francesco che, come sempre, non si è tirato indietro e si è pronunciato a salvaguardia dell'ecosistema con il suo Laudato Si'.

L'attenzione è rivolta al principale bene comune, il nostro mondo, ciò che è Creato, "sora nostra madre terra". Una sorta di "casa comune [che è anche] come una sorella con la quale condividiamo l'esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia" scrive lo stesso Papa Francesco all'interno delle sue 246 pagine per chiedersi "che tipo di mondo vogliamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo".

La Sua richiesta è di "rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta" perché è qualcosa che ci riguarda tutti, credenti o meno, e nel farlo fa appello all'impegno ecumenico del patriarca Bartolomeo. "I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità". Ma nel lanciare il monito si pone l'accento sulle ripercussioni di queste alterazioni climatiche, "la mancanza di reazione di fronte a questi drammi dei nostri fratelli e sorelle" che sono "segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile". E' un invito a rispettare il Creato che riguarda non solo gli esseri umani ma tutti i viventi, dal momento che "ogni anno scompaiono migliaia di specie vegetali e animali che non potremo più conoscere, che i nostri figli non potranno vedere, perse per sempre".

All'uomo è affidata la responsabilità di "coltivare e custodire il giardino del mondo" avendo egli la consapevolezza che "lo scopo finale delle altre creature non siamo noi. Invece tutte avanzano, insieme a noi e attraverso di noi, verso la meta comune, che è Dio".

E' un passaggio che avvicina molto la teologia di Francesco alla scienza che si fa responsabilizzante del progresso, soprattutto quando lo stesso Papa punta il dito nei confronti della cultura dello scarto e dell'usa e getta. "Le competenze tecniche danno a coloro che detengono la conoscenza e soprattutto il potere economico per sfruttarla un dominio impressionante sull'insieme del genere umano e del mondo intero". L'accusa è di essersi assuefatti a un paradigma tecnocratico, colpevole di distruggere la natura per sfruttare le sue risorse attraverso i più deboli, tendente a "esercitare il proprio dominio anche sull'economia e la politica". Una deriva che "porta a sfruttare i bambini, ad abbandonare gli anziani, a ridurre altri in schiavitù, a sopravvalutare la capacità del mercato di autoregolarsi, a praticare la tratta di esseri umani, il commercio di pelli di animali in via di estinzione e di diamanti insanguinati".

Quando sposta il piano sulla responsabilità morale e politica delle amministrazioni mondiali, quindi, la parola di Francesco non si allontana troppo dalle logiche che hanno guidato Greta Thunberg assieme a moltissimi giovani a lanciare il Friday for Future. Tanto che proprio la ragazza svedese, nel suo iter di incontri istituzionali europei, ha chiesto e ottenuto una visita al Pontefice per condividere con Lui i suoi pensieri e le sue preoccupazioni. "Insomma il Pontefice dell'enciclica verde Laudato Si' e l'ambientalista più famosa al mondo, per aver portato in piazza milioni di coetanei a difesa del Paese, avranno modo di parlare di cambiamenti climatici, di strategie contro il riscaldamento globale e di come entrambi hanno intenzione di salvare il pianeta".

Quello che si richiede, in sintesi, è l'affermarsi di un dibattito scientifico e sociale che sia il più possibile trasversale e responsabile, capace di prendere in considerazione tutta l'informazione e la scienza sul tema e di portare a "linee di ricerca autonoma e interdisciplinare".

D'altronde l'interpretazione del Laudato Si' l'aveva data perfettamente padre Paolo Benanti, francescano docente di teologia alla Facoltà di Teologia morale nella Pontificia Università Gregoriana, per il quale i ragazzi in movimento verso un futuro più ecologico "sono una prospettiva diversa che integra, promuove e spinge a una reale cura per la casa comune". Anche per lui "questa mobilitazione globale risponde a una dinamica analoga a quella con cui la Chiesa si pone di fronte alle questioni sociali [in quanto] è sostenuta da tre verbi: vedere, giudicare, agire. Greta e gli attivisti hanno visto la realtà, percependone le forti contraddizioni; hanno giudicato, cioè hanno riconosciuto, l’assenza di futuro che questo nostro stile di vita produce; e hanno deciso di fare per produrre un cambiamento".

Dopo aver attribuito ai giovani la consapevolezza di avere a che fare con un bene comune, eredità acquisita ma anche patrimonio da dover lasciare ai posteri e quindi da maneggiare con cura, quindi, padre Benanti ci spiega che "un tema che attraversa l’Enciclica è un richiamo a un paradigma definito ecologia integrale, per cui non basta integrare la lettura di fenomeni diversi" ma bisogna saperne scovare le interazioni per risalire alla matrice comune del problema.

Uno dei fattori riguarda sicuramente la mondanità, rea di accantonare e non saper oltrepassare la superficialità delle relazioni sociali e delle interazioni tra le persone e tutti gli esseri viventi. E' questo che ci consente di ritrovare il richiamo alla responsabilità umana, "che non riguarda solo il modo di comprensione razionale della realtà, ma è costituita dai desideri e dagli atteggiamenti di fondo del nostro cuore, ha una dimensione prettamente spirituale. Solo se comprendiamo questa dimensione possiamo capire perché debba declinarsi anche in cammini di conversione interiore che comprendano seri esami di coscienza per recuperare la serena armonia con il creato, per riflettere sul nostro stile di vita e i nostri ideali”, come afferma lo stesso teologo.

"La protezione ambientale non può essere assicurata solo sulla base del calcolo finanziario di costi e benefici. L’ambiente è uno di quei beni che i meccanismi del mercato non sono in grado di difendere o di promuovere adeguatamente”, riporta il Laudato Si' ritrovando le parole del Compendio della dottrina sociale della Chiesa, per sottolineare come questa sia una questione di massima urgenza per la quale non possiamo più permetterci di perdere tempo.

Don Pino Esposito

Facciamo attenzione all'ambiente, anche il Laudato Si' di Francesco ci guida verso il verde

Don Pino Esposito Foto di Don Pino Esposito Parroco delle Parrocchie della SS.Trinità in San Donato di Ninea, di Santa Rosalia, e del SS. Salvatore in Policastrello
       
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