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Commemorazione dei defunti

La morte resta per l’uomo un mistero profondo. Un mistero che anche i non credenti circondano di rispetto. Essere cristiani cambia qualcosa nel modo di considerare la morte e di affrontarla?

Qual è l’atteggiamento del cristiano di fronte alla domanda, che la morte pone continuamente, sul senso ultimo dell’esistenza umana? La risposta si trova nella profondità della nostra fede. La morte del cristiano si colloca nel solco della morte di Cristo: è un calice amaro da bere fino in fondo perché frutto del peccato; ma è pure volontà amorosa del Padre, che ci aspetta al di là della soglia a braccia aperte: una morte che è essenzialmente vita, gloria, risurrezione. La morte del cristiano non è un momento al termine del suo cammino terreno, un punto avulso dal resto della vita.

La vita terrena è preparazione a quella celeste, è un periodo di formazione, di lotte, di prime scelte. Con la morte l’uomo si trova di fronte a tutto ciò che costituisce l’oggetto delle sue aspirazioni più profonde: si troverà di fronte a Cristo e sarà la scelta definitiva, costruita con tutte le scelte parziali di questa vita. E’ questo il messaggio contenuto nelle letture bibliche delle tre messe che sono state concesse di celebrare in questo giorno.

Cristo ci attende con le braccia aperte: l’uomo che sceglie di porsi contro Cristo, sarà tormentato in eterno dal ricordo di quello stesso amore che ha rifiutato. L’uomo che si decide per Cristo troverà in quell’amore la gioia piena e definitiva. Possiamo fare qualcosa per chi ci ha lasciato? La preghiera per i defunti è una tradizione della Chiesa.

In ogni persona infatti, anche se morta in stato di grazia, può sussistere tanta imperfezione, tanto da purificare dell’antico egoismo! Tutto questo avviene nella morte. Morire significa morire al male. E’ il battesimo di morte con Cristo, nel quale trova compimento il battesimo d’acqua. Questa morte vista dall’altro lato può essere una purificazione, il definitivo e totale ritorno alla luce di Dio. 

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,37-40)

In quel tempo, Gesù disse alla folla: “Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

Don Pino Esposito

Don Pino Esposito - Commemorazione dei defunti

Don Pino Esposito Foto di Don Pino Esposito Parroco delle Parrocchie della SS.Trinità in San Donato di Ninea, di Santa Rosalia, e del SS. Salvatore in Policastrello
       
      S.Donato di Ninea,       Italia    
donpinoesposito@donpinoesposito.it

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