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Domenica 8 Ottobre

La vigna, nella Sacra Scrittura, costituisce il simbolo immediato e trasparente d’Israele e della sua storia. Questa storia con la sua trama di male e di bene, di fede e di infedeltà è puntualizzata nelle due scene parallele del “canto della vigna” – nella prima lettura – e della parabola dei vignaioli omicidi nel vangelo. La “delusione” di Dio è limpidamente espressa da Isaia con le parole: “Il Signore si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue; attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi”. L’ingiustizia è la risposta negativa che l’uomo oppone alla speranza e alla fiducia che Dio ripone in lui.

Questa “delusione” divina cresce nella parabola evangelica dato che il rifiuto umano è totale e giunge sino all’eliminazione del Figlio. Ma la speranza di Dio non muore mai. Infatti la vigna – regno – è consegnata a un nuovo popolo: esiste, infatti, sempre nella storia della salvezza un piccolo gregge, un resto fedele che non delude la speranza che Dio nutre nei confronti dell’uomo. La salvezza è l’accettazione del Figlio, “pietra angolare” sulla quale “ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore”. A conclusione della sua lettera ai Filippesi S.Paolo pone una serie di consigli: la preghiera genera serenità e gioia anche in mezzo alle “angustie” perché porta con se la pace messianica che supera ogni attesa e fa impallidire i tentativi di pacificazione che il mondo si illude di offrire.

Dal Vangelo secondo Matteo (21,33-43)

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: “Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio?”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna che cosa farà a quei contadini?.

Gli risposero: “Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo”. E Gesù disse loro: “Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”. Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti”.

Don Pino Esposito

Don Pino Esposito - Domenica 8 Ottobre

Don Pino Esposito Foto di Don Pino Esposito Parroco delle Parrocchie della SS.Trinità in San Donato di Ninea, di Santa Rosalia, e del SS. Salvatore in Policastrello
       
      S.Donato di Ninea,       Italia    
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