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Domenica 24 settembre

Il brano matteano che la liturgia di questa domenica offre alla nostra meditazione ha per protagonisti i lavoratori di una vigna e l’insolita strategia di assunzione del padrone di quest’ultima. E’ opportuno, infatti, mettere in evidenza un aspetto fondamentale di questa parabola: Dio nella sua libertà e bontà può scavalcare le misure della giustizia distributiva, rivendicando una logica che supera ogni aspettativa umana. In questa pericope si sottolinea la libertà del Padre – “Non posso fare delle mie cose quello che voglio?” – e al tempo stesso la sua bontà – “Oppure sei invidioso perché io sono buono?”. La giustizia è una caratteristica di Dio tanto quanto lo sono l’amore e la misericordia: Isaia, nella prima lettura, c’è lo ricorda esprimendo in maniera radicale la grandezza dei pensieri del Signore al di sopra della rappresentazione umana della giustizia e della correttezza: le vie del Signore sovrastano la sensibilità umana come il cielo sovrasta la terra.

Il pensare e l’agire di Dio vengono connotati con i termini della pietà e del perdono che, naturalmente, contengono in sé l’esigenza della conversione, nella seconda lettura S. Paolo offre una straordinaria conferma di tutto questo: dove si può rintracciare la migliore imitazione della bontà di Dio? Mentre gli uomini, infatti, si augurano una lunga vita, Paolo desidera morire per essere con Cristo. Ma non è sua questa scelta: egli lascia che sia Dio a scegliere per lui la cosa migliore, la realizzazione del volere di Dio, i cui piani sovrastano anche i desideri e le aspirazioni dell’Apostolo. Come il cielo sovrasta la terra, così pure i pensieri del proprietario della vigna sovrastano quelli dei lavoratori, sia di quelli che hanno lavorato a lungo, sia di quelli che hanno lavorato per poche ore. 

Dal Vangelo secondo Matteo (20,1-16)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: “Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”.

Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.

Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i prime, ultimi”.

Don Pino Esposito

Don Pino Esposito - Domenica 24 settembre

Don Pino Esposito Foto di Don Pino Esposito Parroco delle Parrocchie della SS.Trinità in San Donato di Ninea, di Santa Rosalia, e del SS. Salvatore in Policastrello
       
      S.Donato di Ninea,       Italia    
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