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Domenica 27 Agosto

Nell’unico oracolo che Isaia riserva ad un privato, la figura di Eliakim diventa l’emblema di un nuovo potere affidato da Dio all’uomo. Il profeta, attento interprete della storia e dei segni dei tempi, ci invita a scoprire negli uomini della nostra Chiesa e della nostra storia la presenza salvante di un Dio che ha voluto aver bisogno degli uomini. La chiave-simbolo del potere- e la coppia di verbi ad essa collegata, “aprire e chiudere”, vengono ora affidate da Cristo a Pietro, “pietra sulla quale edificherò la mia Chiesa”.

L’incarnazione è, quindi, la radice e il ministero di Pietro. Un ministero che adopera la metafora edilizia per esprimere appunto quel basamento irremovibile sul quale far gravitare l’intera costruzione degli eletti di Dio: la Chiesa. Solo Gesù e Pietro ricevono tale appellativo nel Nuovo Testamento; solo essi possono compiere questa funzione non accentratrice, ma unificatrice rendendo la Chiesa un organismo operante ed armonico. Il legare e sciogliere, simbolo giuridico, diventano la concretizzazione degli interventi dell’apostolo; sono, cioè, interpretazione ed attualizzazioni nel tempo della volontà salvifica del Cristo. Questo servizio che Pietro deve donare alla Chiesa ha la sua Sorgente nel Cristo che egli nella fede sa riconoscere come “il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.

Davanti a questo mistero di salvezza, che si attua nella realtà della nostra carne e del nostro tempo, affiora sulle labbra del credente la preghiera di lode, solenne dossologia con la quale Paolo chiude la sezione della lettera ai Romani dedicata alla questione giudaica.

Anche la speculazione più acuta e rigorosa si arresta davanti alla trascendenza di Dio. Egli solo sa collocare nella sua logica perfetta e invalicabile alla mente umana ogni origine, ogni esistenza, ogni dinamismo della realtà. Affidandoci alle “sue vie” ritroveremo senso, pace e salvezza.

Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-20)

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: “La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”. Risposero: “Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti”. Disse loro: “Ma voi, chi dite che io sia?”.

Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.

E Gesù gli disse: “Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra, sarà sciolto nei cieli”.

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Don Pino Esposito

Don Pino Esposito - Domenica 27 Agosto

Don Pino Esposito Foto di Don Pino Esposito Parroco delle Parrocchie della SS.Trinità in San Donato di Ninea, di Santa Rosalia, e del SS. Salvatore in Policastrello
       
      S.Donato di Ninea,       Italia    
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