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Nasce la “Consulta femminile” per dare più voce alle donne all’interno della Chiesa

Il 7 Marzo, vigilia della festa della donna è stata presentata in Sala Stampa Vaticana la “Consulta femminile”, ossia l’organismo permanente istituito nel 2015 per dare voce all’esperienza femminile nell’ambito del Pontificio Consiglio della Cultura. Si tratta di 37 donne, coordinate da Consuelo Corradi della Lumsa di Roma, dei più diversi ambiti ed anche di religioni diverse, docenti universitarie, imprenditrici, donne impegnate in politica, artiste, sportive, giornaliste. Ha partecipato alla presentazione anche una teologa musulmana iraniana Shahrazad Houshmand, docente di Studi Islamici e di Lingua e Letteratura Persiana presso l’Università La Sapienza e la Pontificia Università Gregoriana, componente del Consiglio per l’Islam presso il Ministero dell’Interno. Presente il Cardinale Ravasi che ha illustrato i motivi di questa iniziativa affermando: “Il contributo delle donne potrà avvenire su due livelli. Da un lato sui contenuti, alcuni che non avevamo previsto e che fanno parte di più della loro esperienza femminile, della loro esperienza di lavoro, anche laica. Il secondo aspetto è quello dello stile: riuscire ad introdurre una lettura molto più globale della realtà e dei temi affrontati, facendo perdere un pò quell’analisi che è solo squisitamente teologico-filosofica, propria del linguaggio ecclesiale.” Lo scopo della consulta, come affermato in una nota di presentazione, è proprio: “lavorare in dialogo con le diversità, le religioni e i tanti modi in cui le donne operano, convinte che la pluralità è il presupposto dell’azione umana.” La Consulta che è stata presentata ufficialmente il 7 Marzo ha avuto la sua origine nel 2014. Allora il Pontificio Consiglio decise di dedicare l’Assemblea Plenaria del 2015 alle “Culture femminili” e chiese la collaborazione femminile per i lavori preparatori. Il loro contributo, il loro modo di dialogare fu tanto apprezzato da spingere il Cardinale Ravasi a creare, appunto, un organismo femminile permanente del Dicastero. Alle prime partecipanti ai lavori preparatori si aggiunsero, così, tante altre donne rappresentanti dei più diversi ambiti fino al numero attuale di 37 membri. È previsto che si incontrino ufficialmente tre volte l’anno e che portino le loro proposte nelle varie attività del Dicastero. Tanti i volti noti della Consulta, dall’imprenditrice Lavinia Biagiotti, all’atleta Fiona May, all’attrice Nancy Brilli e tante altre che hanno aderito con entusiasmo alla proposta di partecipare alla Consulta, perché questo è sembrato loro un segno di grande apertura verso il mondo femminile. La presenza della teologa iraniana aiuta a comprendere meglio e ad integrare le diversità. Nel mondo mussulmano (più di un miliardo e 700.000 fedeli) quasi la metà sono donne, noi occidentali siamo abituati a considerare l’Islam come una religione che pone la donna in condizione di inferiorità (questo avviene anche in altri ambiti religiosi) mentre, proprio dalle donne islamiche, sono nate e stanno nascendo tante iniziative perché si arrivi ad una piena valorizzazione del loro ruolo combattendo le ingiustizie.

La Houshmand ha affermato: “La donna rappresenta una presenza creativa e compassionale nella società e la diversità, in armonia, può creare un servizio al bene comune dell’umanità. In fondo, la figura femminile è centrale nel messaggio coranico. Io penso che la partecipazione alla Consulta con una lettura femminile degli avvenimenti possa aiutare ad avere una lettura più integrale del fenomeno storico, religioso e culturale. Proprio questo vorrebbe essere il nostro aiuto.” Con queste frasi la teologa sembra riecheggiare quanto affermato da Papa Francesco a proposito della donna: “La donna è l’armonia, è la poesia, è la bellezza, senza di lei il mondo non sarebbe così bello. Sono necessarie le donne perché loro creano l’armonia…” ed il Papa ha anche ribadito: “Non è tanto una questione funzionale quella del ruolo della donna nella Chiesa, ma di contributo al pensiero, alla riflessione…”. Come ha affermato il Cardinale Ravasi certamente per la creazione della Consulta è stata fondamentale l’apertura, anzi la spinta che Papa Francesco ha “praticato” per favorire l’entrata delle donne nella struttura dei dicasteri vaticani. Nei dicasteri ci si occupa, infatti, di temi fondamentali e diversissimi, dalla genetica alle neuro-scienze, alla robotica, alle malattie degenerative infantili. Il contributo delle donne in questi settori è stato prezioso ed illuminante, l’occhio della donna, l’esperienza femminile, che si arricchisce dell’essere madre e lavoratrice, ha permesso di dare consigli meno teorici di quelli che avrebbero potuto dare solo dei sacerdoti. Lo scopo della Consulta, come hanno spiegato le 37 partecipanti alla presentazione è proprio quello di “lavorare in dialogo con le diversità, le religioni e i tanti mondi in cui le donne operano convinte che la pluralità è il presupposto dell’azione umana.” ed hanno, quindi, concluso: “Non parliamo a nome della donna, ma alimentiamo una discussione propositiva sull’evoluzione dei ruoli… Sosteniamo che l’impegno delle donne nell’ampliare i confini della propria libertà richieda un patto nuovo con gli uomini irrigato dall’amore e dall’amicizia sia nella sfera pubblica, sia all’interno delle relazioni familiari a nutrimento della relazione materna e paterna.” Non mi resta, quindi, che augurare un proficuo lavoro a tutte, è importante a mio avviso sostenere la presenza positiva delle donne nelle religioni. Anche da iniziative come questa si apre uno sguardo di speranza verso un futuro in cui le donne possano finalmente usare, ancora di più, i propri talenti in favore della società.

Don Pino Esposito

Don Pino Esposito -  Nasce la Consulta Femminile

Don Pino Esposito Foto di Don Pino Esposito Parroco delle Parrocchie della SS.Trinità in San Donato di Ninea, di Santa Rosalia, e del SS. Salvatore in Policastrello
       
      S.Donato di Ninea,       Italia    
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