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II domenica di Pasqua

L’itinerario battesimale che ci ha condotti alle radici della nostra identità la notte di Pasqua, si fa ora mistagogia, pellegrinaggio di fede per entrare nelle profondità del Mistero d’amore rivelato in Cristo Crocifisso e Risorto. Nel “Primo giorno dopo il sabato”, lo stesso giorno del ritrovamento del sepolcro vuoto e dell’incontro di Maria con il Vivente, il Risorto appare ai suoi discepoli. I segni che mostra e che permettono di riconoscerlo sono i segni della croce (le mani e il costato feriti): il Risorto è il Crocifisso!

Egli porta ancora, e per sempre, le ferite dell’amore. Le piaghe che rimangono sul corpo glorioso del Signore sono memoriale dell’amore eterno di Dio, quello che ha lasciato il segno perché è passato attraverso la morte. Il Risorto offre agli occhi e alle mani della nostra fede i segni che ha lasciato in Lui l’amore più forte della morte.

Qui, i discepoli prima e Tommaso in modo ancora più evidente possono fondare la loro fede pasquale. Sono infatti invitati dal Risorto a vedere e toccare la sorgente da cui è generata la Chiesa (il costato da cui sono scaturiti sangue ed acqua) e in cui loro stessi sono nati come Chiesa. Per questo, con Tommaso, anche ogni credente può ripetere “Mio Signore e mio Dio”: beati quelli che credono appoggiandosi saldamente sulla fede di chi ha visto e testimoniato che Dio ha mani e cuore aperti dall’amore per l’uomo!

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”. Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Didimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!”. Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo”.

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: “Pace a voi!”. Poi disse a Tommaso: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!”. Gli rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”.

Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”. Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Don Pino Esposito

Don Pino Esposito - II domenica di Pasqua

Don Pino Esposito Foto di Don Pino Esposito Parroco delle Parrocchie della SS.Trinità in San Donato di Ninea, di Santa Rosalia, e del SS. Salvatore in Policastrello
       
      S.Donato di Ninea,       Italia    
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