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Domenica di Pasqua

“Sono risorto, sono con te, tu hai posto su di me la tua mano, è stupenda per me la tua saggezza. Alleluia”: sono le parole che ci fa cantare l’antifona d’ingresso. E’ il Risorto steso che ci annuncia la sua Pasqua. Questo è il giorno senza tramonto della vittoria definitiva dell’amore sulla morte! La resurrezione del Cristo segna per ciascun battezzato l’inizio della vita nuova: “Voi siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio”. Morti al peccato, viventi per sempre della vita del Risorto, che è l’amore. E’ il giorno delle corse al sepolcro per vedere con Maria, Pietro e Giovanni, e credere. Cosa si vede al sepolcro? La pietra ribaltata, le bende per terra, il sudario riavvolto in un luogo a parte. Non si vede il Risorto (non ancora!), ma i segni che mostrano la sua assenza. “Non è qui” dirà l’angelo alle donne (Mt 28,6). Tuttavia, indugiare nei luoghi dove la morte è stata sconfitta dall’amore, ci donerà presto di incontrare e riconoscere il Vivente.L’ascolto della parola che il Risorto ci rivolge illumini la nostra fede con la luce pasquale e ci doni gli occhi nuovi dell’amore, che vedono nella morte ( e in ogni esperienza del morire umano) ormai soltanto il velo lacerato dell’amore. Si, Cristo è risorto e, in Lui, tutta la creazione è vivente, per sempre.

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Magdala, si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”.

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario- che era stato sul suo capo- non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.  

Don Pino Esposito

Don Pino Esposito - Domenica di Pasqua

Don Pino Esposito Foto di Don Pino Esposito Parroco delle Parrocchie della SS.Trinità in San Donato di Ninea, di Santa Rosalia, e del SS. Salvatore in Policastrello
       
      S.Donato di Ninea,       Italia    
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