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VI Domenica del tempo ordinario

“Così fu detto agli antichi, ma io vi dico”. E’ questa una celebre pagina del “ discorso della montagna” di Matteo, la pagina delle cosiddette “antitesi”. Nel testo che oggi la liturgia ci propone ascoltiamo quattro antitesi che fanno passare il comandamento dell’Antico Testamento alla pienezza della Parola di Cristo. Omicidio, adulterio, divorzio e giuramenti: Cristo porta a pienezza le intenzioni originali e autentiche che stanno alla base dei comandamenti mosaici riguardo a questi 4 temi. La “pienezza” di cui parla Gesù è più del semplice “ adempimento” formale di cui parla Mosè. In questa luce si comprende anche l’allusione simbolica alla minuscola consonante ebraica jod e all’apice necessario ad alcune consonanti dell’alfabeto ebraico. Il cristiano è l’uomo della totalità e della pienezza. Solo così ogni legge acquista il suo vero sapore e non è solo impegno formale e legalistico con cui essere apposto agli occhi di Dio e soprattutto ai nostri! C’è una giustizia fondata sull’amore e non sul detto “a ciascuno il suo”, che ha la sua radice nel dono di Dio. E’ questa giustizia che ci rende segni di riconciliazione e di pace. Con la nostra libertà siamo continuamente posti davanti alle due vie del bene e del male. Gesù ci propone oggi una decisione netta per il Regno, nelle scelte secondarie e piccole della vita, ma comunque incisive, e nelle scelte decisive e primarie che siamo chiamati a compiere nella concretezza della nostra esistenza. Vita e morte sono anche oggi davanti a noi e alla nostra coscienza: che carta giochiamo? A noi la scelta!

Dal Vangelo secondo Matteo ( 5,17-37; breve 5,22. a. 27-28.33-34a. 37)

[In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:] “Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finchè non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. [ Io vi dico] infatti: [ se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “ Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.] Chi poi dice al fratello: “ Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “ Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geénna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di la finche non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo! [ Avete inteso che fu detto: “ Non commetterai adulterio”.  Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.] Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu pure detto: “ Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. [ Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “ Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti. Ma io vi dico: non giurate affatto,]  né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. [ Sia invece il vostro parlare: “ si, si”, “ no, no”; il di più viene dal Maligno”].

Don Pino Esposito

Don Pino Esposito - VI Domenica del tempo ordinario

Don Pino Esposito Foto di Don Pino Esposito Parroco delle Parrocchie della SS.Trinità in San Donato di Ninea, di Santa Rosalia, e del SS. Salvatore in Policastrello
       
      S.Donato di Ninea,       Italia    
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