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Siviglia: sincretismo religioso e culturale nell’anima dell’Andalusia

Nel 1990 mi trovavo a Siviglia per un viaggio culturale-religioso. Questa città-simbolo dell’Andalusia mi è rimasta impressa nella memoria per il sincretismo religioso e culturale che si respira e si ammira passeggiando per le sue vie. Arabi e cristiani si sono susseguiti lasciando notevoli tracce del loro passaggio. Una ricchezza materiale e immateriale patrimonio dell’umanità.

Il termine “sincretismo” è di origine greca. Veniva usato da Plutarco (De frat. am., 19) per indicare il “coalizzarsi dei Cretesi”, di solito “l’un contro l’altro armati”, di fronte ad un nemico comune. Il vocabolo venne poi ripreso da Erasmo nella lettera a Melantone (aprile 1519) per divenire il fulcro della controversia umanistica, filosofica e teologica del XVI e del XVII secolo. In quel contesto, “sincretismo” veniva usato per far riferimento a varie tendenze ireniche ed eclettiche tra posizioni dottrinali agli antipodi che, in qualche modo, riuscivano a fondersi e mescolarsi.  Dal punto di vista religioso, si parla di sincretismo quando vi è una fusione di motivi e concezioni religiose differenti, o anche la parziale contaminazione di una religione con le altre. Con la stessa accezione, si parla di sincretismo in campo culturale (linguistico, letterario, architettonico).

A Siviglia, questo sincretismo è visibile in ogni angolo. Il luogo più simbolico in tal senso è la Cattedrale di Siviglia o Chiesa di Santa Maria della Sede (Catedral de Santa Maria de la Sede de Sevilla), uno dei luoghi più visitati della città. La Cattedrale venne edificata dove un tempo sorgeva una moschea almohade. Con il passaggio dagli arabi ai cristiani, la moschea venne distrutta nel 1433 e venne costruita l’attuale Cattedrale di Siviglia, che richiese ben 75 anni per il suo completamento. Oggi, la Cattedrale di Siviglia è la più grande cattedrale gotica al mondo, la terza dopo la Cattedrale di San Paul a Londra e San Pietro in Vaticano a Roma.

La Cattedrale di Siviglia è inserita in un complesso monumentale che fa parte del patrimonio dell’Unesco e che accoglie anche l’Alcazar e l’Archivo de Indias. Ecco il primo elemento di sincretismo religioso e culturale, l’Alcazar. La Cattedrale, infatti, convive con quella che era la residenza dei califfi, e poi dei re, di Siviglia. L’Alcazar venne costruita dagli arabi nel X secolo. Inizialmente era una fortezza ma dopo, quando Siviglia diventò la capitale del regno di Taifa, l’Alcazar divenne la residenza dagli Almohadi. Quando i cristiani conquistarono la città, l’Alcazar divenne la residenza di Ferdinando III e di altri sovrani cattolici, come Alfonzo X e Pedro I, detto El Cruel o El Justiciero. La straordinaria bellezza dell’Alcazar è data dall’incredibile armonia e fusione che vi è tra numerosi stili diversi, dati dalle modifiche che ogni sovrano ha apportato. Il simbolo di tale armonia e fusione è il Palacio de Don Pedro, che si trova all’interno dell’Alcazar. Realizzato nel 1360 durante la reggenza del sovrano Mohammed V, il Palacio de Don Pedro, infatti, costituisce la punta di diamante dello stile arabo-iberico e un perfetto sincretismo tra cultura cattolica ed elementi islamici. Da questo punto di vista, si possono menzionare le iscrizioni sulla facciata del Patio de la Monteria.

E ancora, se si visita il lato orientale della Cattedrale di Siviglia, oltre ad Alcazar, si troverà un altro esempio di sincretismo religioso e culturale. In quell’area, infatti, si scorge la Giralda, originariamente un minareto trasformato poi in campanile, e il Patio de los Narajos, il cortile musulmano. La Giralda risale al XII secolo. Nato come minareto, viene poi trasformato in campanile nel 1402. Il campanile è alto 96 metri ed è subito divenuto il simbolo della città di Siviglia, oltre che il miglior simbolo dell’architettura islamica di tutta la Spagna grazie alle sue decorazioni e ai suoi colori. Se, infatti, si considera Giralda dal punto di vista dell’architettura islamica, essa si colloca tra i tre minareti almohade al mondo, con quello di Marrakech e di Rabat. 

Don Pino Esposito

Don Pino Esposito - Siviglia: sincretismo religioso e culturale nell���anima dell���Andalusia

Don Pino Esposito Foto di Don Pino Esposito Parroco delle Parrocchie della SS.Trinità in San Donato di Ninea, di Santa Rosalia, e del SS. Salvatore in Policastrello
       
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