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Memoria, coraggio e futuro: il lascito spirituale della GMG Cracovia 2016

In occasione della GMG Cracovia 2016 tanti sono stati i temi di cui Papa Francesco ha voluto discutere con i giovani riuniti a Cracovia. Il lascito spirituale dei giorni di gioiosa celebrazione dell’amore di Cristo è costituito da memoria, coraggio e futuro per vivere al meglio l’essere cristiani.

Il fil rouge di tutto l’evento spirituale è stata la Misericordia, via maestra per vivere secondo gli insegnamenti di Nostro Signore Gesù Cristo, sopendo così l’irrequietezza e la vacuità dell’animo data da una vita vissuta con un forte attaccamento alle cose della vita terrena, senza mai voltare il volto verso il Padre. Ricordando le opere di Misericordia corporale e spirituale, il Vescovo di Roma dichiara: “senza misericordia la persona non può fare niente, senza la misericordia io, tu, noi tutti non possiamo fare niente. Gratuitamente abbiamo ricevuto, gratuitamente diamo. Siamo chiamati a servire Gesù crocifisso in ogni persona emarginata, a toccare la sua carne benedetta in chi è escluso, ha fame, ha sete, è nudo, carcerato, ammalato, disoccupato, perseguitato, profugo, migrante. Lì troviamo il nostro Dio, lì tocchiamo il Signore. Ce l’ha detto Gesù stesso, spiegando quale sarà il “protocollo” in base al quale saremo giudicati: ogni volta che avremo fatto questo al più piccolo dei nostri fratelli, l’avremo fatto a Lui (cfr Mt 25,31-46)”

La Misericordia nasce dalla comprensione del dolore, altro tema di grande attenzione in Polonia, originato dalle guerre, dal terrorismo, dalle malattie, dalle cosiddette “piaghe dell’umanità”. Il Santo Padre ha infatti dedicato un’intera giornata alla contemplazione del dolore, durante la quale si è recato in pellegrinaggio nei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau e poi all’Ospedale Pediatrico universitario di Prokocim. Raccolto in silenzio e in preghiera, a capo chino, il Vescovo di Roma ha visitato i campi di sterminio, fermandosi in meditazione nella cella di San Massimiliano Kolbe, il padre francescano che, sull’esempio di Cristo, ha sacrificato la sua vita per salvare quella dei suoi fratelli. Alla fine della giornata, accennando anche al dolore provocato oggi dal terrorismo, Papa Francesco si interroga sull’esistenza di Dio, su come un Padre così buono possa aver permesso e continui a permettere che accada tanto orrore. "La crudeltà non è finita ad Auschwitz - afferma il Santo Padre riferendosi alle guerre e al terrorismo - Dov'è Dio? Dov'è Dio se nel mondo c'è il male, se ci sono uomini affamati, assetati, senzatetto, profughi, rifugiati? Dov’è Dio quando persone innocenti muoiono a causa della violenza, del terrorismo, delle guerre? Dov'è Dio, quando malattie spietate rompono legami di vita e di affetto? O quando i bambini vengono sfruttati, umiliati, e anch'essi soffrono a causa di gravi patologie? Dov'è Dio, di fronte all'inquietudine dei dubbiosi e degli afflitti dell'anima? Esistono domande per le quali non ci sono risposte umane, ha concluso il Santo Padre. Possiamo solo guardare a Gesù e domandare a Lui. E la risposta di Gesù è questa: 'Dio è in loro', Gesù è in loro, soffre in loro, profondamente identificato con ciascuno. Egli è così unito ad essi, quasi da formare 'un solo corpo'. Gesù stesso ha scelto di identificarsi in questi nostri fratelli e sorelle provati dal dolore e dalle angosce, accettando di percorrere la via dolorosa verso il Calvario. Egli, morendo in Croce, si consegna nelle mani del Padre e porta su di sé e in sé, con amore che si dona, le piaghe fisiche, morali e spirituali dell'umanità intera”.

A tutto il mondo cattolico e ai giovani riuniti a Cracovia, chiamati a “lasciare un’impronta” nel mondo, Papa Francesco dona un lascito spirituale fatto di memoria, coraggio e futuro. Avere memoria implica non perdere mai di vista da dove veniamo e chi siamo per poter guardare al futuro. Il futuro non può essere privo di radici: la nostra famiglia, tutto ciò che essa ci ha dato, il nostro popolo, la nostra storia, la nostra cristianità, oggi spesso messa alla prova dagli eventi e da noi stessi. Solo così si può essere speranza per il futuro. La responsabilità di essere speranza per il futuro, spiega il Vescovo di Roma, non è facile o semplice perché richiede di avere coraggio e fare delle scelte controcorrenti. Per fare ciò, occorre “Essere protagonisti nel servizio donando se stessi come Gesù” e non aver paura di farsi carico di essere la speranza del futuro perché Dio, se gli è permesso, abita la nostra vita quotidiana e ci dà la giusta forza e la giusta audacia: “il Signore non vuole restare soltanto in questa bella città o nei ricordi cari, ma desidera venire a casa tua, abitare la tua vita di ogni giorno […] Quanto spera che tra tutti i contatti e le chat di ogni giorno ci sia al primo posto il filo d’oro della preghiera! Quanto desidera che la sua Parola parli ad ogni tua giornata, che il suo Vangelo diventi tuo, e che sia il tuo “navigatore” sulle strade della vita!”. 

Don Pino Esposito

Don Pino Esposito - Memoria, coraggio e futuro: il lascito spirituale della GMG Cracovia 2016

Don Pino Esposito Foto di Don Pino Esposito Parroco delle Parrocchie della SS.Trinità in San Donato di Ninea, di Santa Rosalia, e del SS. Salvatore in Policastrello
       
      S.Donato di Ninea,       Italia    
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