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Costruire ponti di pace, attraverso preghiera e fraternità, per sconfiggere l’odio

Da anni ormai accadono avvenimenti tragici causati dal terrorismo di matrice islamica che hanno provocato centinaia e centinaia di vittime tanto da far esclamare a Papa Francesco che stiamo vivendo la Terza guerra mondiale a pezzi. Come le due precedenti hanno avuto le loro tattiche belliche anche questa ha la sua peculiarità: attacca in modo inaspettato e indiscriminato nei luoghi dove si vive e ci si incontra. Il Papa (anche dopo l’ultimo efferato atto che ha provocato l’uccisione del sacerdote Padre Jacques Hamer mentre stava celebrando la S.Messa nella chiesa di Saint Etienne du Rouvray), ha affermato: “Non parlo di guerra di religione. Le religioni, tutte le religioni, vogliono la pace. La guerra avviene per interessi, per i soldi, per la gestione delle risorse della Terra, per il dominio dei popoli. E l’Isis è una organizzazione criminale e folle che non ha niente a che fare con la fede.”

Nel suo discorso ai giovani a Cracovia il Papa li ha esortati ad esercitare la virtù della misericordia e a non dimenticare lo spirito evangelico, li ha esortati ad andare oltre le ferite, a vincere il terrorismo delle chiacchiere ed a costruire ponti di pace, perché la pace, ogni gesto di pace, costruisce ponti mentre l’odio è il costruttore di muri. Bisogna riconoscere che da tutto il mondo musulmano si sono levate voci di cordoglio e di condanna per i più recenti atti di terrorismo. Il Rettore della grande moschea di Parigi; Dalil Boubakeur, e l’Imam Ammad Al-Tayyib di Al-Azhar capo dell’Islam sunnita, come pure il Gran Mufti d’Egitto e della Palestina Abu Mazen (Mahmud Abbas), l’Imam di Nimes: Vocine Doriche vice presidente degli Imam di Francia, il Presidente del Consiglio regionale del culto musulmano dell’Alta Normandia, Imam Mohamed Karabila; hanno riconosciuto nell’uccisione del sacerdote un sacrilegio blasfemo che va contro gli insegnamenti della loro religione che predica la pace ed ordina di non uccidere gli innocenti. L’Islam, inoltre, ordina il rispetto di tutti i luoghi di culto. Queste personalità invitano i responsabili del mondo musulmano a comprendere quello che attualmente non funziona nella visione mondiale dell’Islam e riconoscono la necessità di una riforma delle istituzioni e nella formazione dei religiosi. Hanno, inoltre, chiesto a tutti i responsabili islamici di reagire contro questi atti affinché l’Islam non sia snaturato dagli estremisti ed ignoranti. Da parte cattolica si sono levate voci di cordoglio, ma, insieme, di inviti a non cedere alla violenza e a diventare apostoli delle civiltà dell’amore. Così l’arcivescovo Lebrun ha scritto: “Grido verso Dio e invito anche i non credenti ad unirsi al nostro grido. La Chiesa Cattolica non ha altra arma al di fuori della preghiera e della fraternità tra gli uomini.” L’arcivescovo di Vienna, il Cardinale Christoph Shonborn, ha dichiarato di attendersi prese di posizione chiare da parte delle autorità musulmane contro il terrorismo di matrice jiahdista che in questo momento costituisce un problema per l’Islam. Il Cardinale ha riconosciuto, però, che anche nella storia del Cristianesimo ci sono state pagine di grande violenza che, però, i cristiani hanno in seguito riconosciuto e da cui hanno preso le distanze. Così dovrebbe accadere per l’Islam senza dimenticare che la violenza ha provocato il maggior numero di vittime tra gli stessi musulmani. L’Isis ha realizzato un progressivo lavaggio del cervello agendo specialmente sulle menti più labili anche con pericolosi meccanismi di emulazione. È difficile definire gli autori di questi atti folli senza riconoscere anche una componente di squilibrio mentale. In questi mesi, inoltre, le reazioni dei Media hanno fatto propaganda all’Isis, creando una spirale in crescendo, mentre si dovrebbe neutralizzare la guerra mediatica dell’Isis che è il vero pericolo per il futuro in quanto riesce a raggiungere anche tutti i giovani cresciuti in Europa, ma che non si sono integrati realmente. Servono, pertanto, politiche di integrazione effettiva che non lascino isolati nel loro mondo intere generazioni. Il Vescovo di Nizza, dopo il tremendo attentato nella sua città, ha affermato: “Non bisogna lasciarsi sopraffare dall’odio, dal desiderio di violenza, di discriminazioni o da quello di chiuderci in noi stessi. Bisogna evitare a tutti i costi questa deriva, attenzione che il nostro dolore non generi ciò che è all’origine di questi fatti.”

E noi cosa possiamo fare? Certo dopo tutte le notizie tremende degli ultimi giorni al mattino ci svegliamo con il pensiero di essere in guerra e dentro gli anni di piombo a livello mondiale. Ci sentiamo impotenti e non sappiamo che fare. Da più parti si invocano idee forti contro i terroristi, ma forse l’unica cosa di cui siamo sicuri è che dobbiamo essere eroi quotidiani che creano la pace scegliendo il bene ed operando per la sua affermazione. Certamente serve un lavoro di emarginazione dei violenti da parte dei Paesi a maggioranza islamica, serve anche un sostegno alle forze religiose islamiche che condannano il terrorismo. Occorre anche prendere posizione contro i Paesi che indirettamente o direttamente finanziano il terrorismo evitando di firmare con loro contratti miliardari. Ma quello che serve maggiormente sono i gesti forti di solidarietà come quello di chi ha accolto famiglie scappate dalla guerra (e lo stesso Papa ha dato l’esempio) offrendo loro una casa, l’occorrente per vivere e la vicinanza concreta in tutte le necessità. Sono gesti come questi che creano i ponti. Ed è in questa prospettiva che si inserisce la proposta del CFCM (Consiglio francese per il culto musulmano) l’organo di rappresentazione della comunità islamica in Francia, che ha invitato i propri fedeli a recarsi alla Messa, Domenica, in segno di solidarietà e compassione. Il Consiglio ha chiesto anche agli Imam delle 2500 moschee di Francia di sottolineare nei loro sermoni del Venerdì il ruolo fondamentale che svolge nell’Islam il rispetto per tutte le fedi.

É questa la strada da percorrere per sconfiggere il terrorismo.

Don Pino Esposito

Don Pino Esposito - Costruire ponti di pace, attraverso preghiera e fraternit��, per sconfiggere l���odio

Don Pino Esposito Foto di Don Pino Esposito Parroco delle Parrocchie della SS.Trinità in San Donato di Ninea, di Santa Rosalia, e del SS. Salvatore in Policastrello
       
      S.Donato di Ninea,       Italia    
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